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Copyright: addio!

Come proteggere la creatività nel web design contro un mercato immateriale e globale.

Presentazione redatta in occasione delle docenze tenute presso il Politecnico di Milano, Facoltà del Design, Corso “Linguaggi e strutture ipermediali”.

Anno Accademico: 2004-05

Autore: Andrea Nembro

Preso da un raptus di egocentrismo miscelato da curiosità, decido di scoprire quanto e dove compaio all’interno del mondo di Internet e mi affido alle potenzialità dei motori di ricerca. Inserisco “purodesign” (nome dello Studio di cui sono titolare) come chiave di ricerca e Google in 0,53 secondi mi apre un mondo che non avrei mai immaginato.

Dopo alcuni risultati che mi aspettavo e immaginavo, come collegamenti ai siti realizzati dallo Studio oppure portali legati al mondo del web design, alla seconda pagina inizio a trovare link anomali, indecifrabili, enigmatici: indirizzi mai sentiti e soprattutto con collegamenti illeggibili caratterizzati da caratteri orientali non interpretati dal mio browser.

Ma chi mi conosce nel lontano Oriente?

Non mi resta che approfondire e scoprire in quale server sia finito il mio nome (purodesign): clicco sul primo link ed ecco qui che mi cade il mondo in testa. Altro che entusiasmo ed orgoglio per scoprire che anche in terra asiatica sono conosciuto: il devastante Oriente (in particolare la Cina) si è impossessata anche di noi, delle nostre idee, dei nostri progetti. Ed io che pensavo che fosse un mondo intoccabile! Prodotti tangibili di design italiano sono stati i primi ad essere contraffatti, ma sinceramente pensavo che le mie idee immateriali fossero intoccabili. Invece no!

Addio copyright - esempio Google

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